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Behavioural Writing
Novembre 22, 2007 |
Analizzare il comportamento dell’ utente in relazione al sito per raccogliere dati relativi alle azioni svolte, alle pagine visitate, al tempo di permanenza sulle pagine, ai percorsi di visita, alla provenienza, alle informazioni ricercate, ai link più clikkati.
Questo è quello che consente di fare un sistema di Behavioural Targeting.
Un sistema di analisi e catalogazione delle informazioni che torna certamente utile a chi si occupa di web marketing, perché offre l’ opportunità di sapere con anticipo quali messaggi veicolare e, soprattutto, verso quale target di utenza veicolarli.
Dal momento che si parla di “veicolare messaggi“, non sarebbe il caso di concentrare l’ attenzione proprio sul lavoro del web copywriter?
Ed ecco entrare in gioco il “Behavioural Writing“.
Analizzare il comportamento dell’ utente sul sito in relazione ai testi, può consentire al web copywriter di individuare quali sono i contenuti forti e quali i contenuti deboli del sito.
Si andrà ad agire in ogni caso: l’ utente che ha trovato sul nostro sito informazioni che gli interessano, tornerà certamente a farci visita. Dobbiamo prepararci al prossimo incontro con l’ utente, andando a rafforzare maggiormente le aree che egli ha visitato con più attenzione, offrendogli notizie ancora più dettagliate ed originali. Dobbiamo apparire impeccabili, mostrando una predisposizione all’ aggiornamento. Il web non consente a nessuno di adagiarsi sugli allori!
Passiamo ai “contenuti deboli” del sito. Prima di tutto, è necessario rispondere ad alcune domande:
- Perché l’ utente li ha snobbati o ignorati?
- Cosa abbiamo sbagliato?
- Come possiamo rimediare?
- Non sarebbe meglio eliminarli del tutto e risolvere il problema alla radice?
Prima di procedere all’ eliminazione, credo sia utile fare dei tentativi: i contenuti non vengono inseriti a caso e questo implica che essi abbiano una funzione precisa all’ interno del sito web.
Probabilmente, li abbiamo solo visualizzati nella forma sbagliata. Proviamo, quindi, a fare dei test, a proporli in forme diverse o in altre sezioni del sito e vediamo cosa succede.
Il Behavioural Writing deve procedere per gradi: analizzando puntualmente le statistiche a nostra disposizione, riusciremo a calibrare i nostri contenuti e a fare in modo che essi possano cominciare ad interagire in modo produttivo con l’ utente.