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Comunicazioni pericolose: attenti al Globish!
Maggio 4, 2007 |
Tutti ne parlano: Eugenio Scalfari su L’Espresso, Mario Calabresi su La Repubblica. Il fenomeno suscita talmente tanto interesse che, sempre La Repubblica , decide di argomentarlo e descriverlo dettagliatamente in un numero del suo Diario.
Il termine Globish nasce – cito da Wikipedia – dalla fusione delle parole “Globe” ed “English“, il Globish è una versione semplificata dell’ Inglese che usa solo i termini e le frasi più comuni e semplici della lingua di Shakespeare. Viene usata da persone non inglesi di diversi paesi del mondo.
Dunque, il Globish sarebbe una lingua derivata dall’ Inglese, estremamente semplificata per divenire comprensibile a tutti. Una lingua, insomma, a carattere “globale”.
Nel Sillabario presente sul Diario di Repubblica viene annotata la definizione che Tzvetan Todorov offre del termine Globish:
” Nel medioevo, esisteva un’ Europa delle élite grazie alla possibilità di comunicare in latino e al di là delle frontiere. Oggi una sola lingua può svolgervi questo ruolo: quella che io chiamo “inglese internazionale”. Non è la lingua di Shakespeare o di Henry James. E ‘ quella che parlano, per farsi capire, tutti gli europei quando si recano nella maggior parte dei paesi del mondo fuori dal proprio. E ‘ quella che usano tra loro gli scienziati di tutti i paesi se vogliono conoscere l’evoluzione della propria disciplina. E ‘ quella con cui comunicano i giovani di un paese europeo quando sono in viaggio nei paesi limitrofi. Suppongo che sia perfino quella dei funzionari europei quando i microfoni sono spenti. Bisogna avere il coraggio di ammettere uno stato di fatto. L’esistenza di questa lingua internazionale ausiliaria non minaccia le culture nazionali né le lingue nelle loro molteplici funzioni. I francesi non se ne dispiacciano!…
Imparare l’inglese internazionale oggi dovrebbe essere automatico come imparare a guidare un’automobile o servirsi di un computer .”
Estremamente differente la visione di Scalfari sull’ argomento. Non intendo commentarla, poiché ritengo che lo abbiano fatto in modo sufficientemente esauriente su Fablog in questo articolo intitolato “Scalfari e il Globish“.
Alla critica di Fabio Contermini, autore di Fablog, vorrei soltanto aggiungere una breve riflessione sulla comunicazione in internet. La comunicazione in rete, una comunicazione che acquista evidentemente un valore globale, non sono convinta faccia affidamento al Globish. Al contrario, credo che per comunicare sul web, instaurare relazioni interpersonali in rete, dialogare attraverso i blogs, instaurare una conversazione dopo essere riusciti a suscitare interesse nel lettore, stia diventando una cosa estremamente complessa oggi.
Se alle relazioni interpersonali aggiungiamo tutto il discorso sulla comunicazione aziendale e tutto ciò che, soprattutto grazie a internet, si tenta di fare per svecchiare, affinare, rinnovare un ormai arido “Aziendalese“, allora il discorso si complica ulteriormente.