That is the question.

Prima della pausa natalizia, mi ero soffermata a riflettere sul Persuasive Copywriting, sulla sua validità e, soprattutto, sulla validità di quei “corsi intensivi” che promettono di farci diventare abili nella pratica di scrivere per il web in modo persuasivo.

Oggi mi è stata data una grande opportunità: quella di cambiare idea.

Mi spiego meglio.

Avevo concentrato tutti i miei dubbi sui corsi di Persuasive Copywriting, senza soffermarmi a riflettere sulla validità di una pratica che evidentemente appartiene ad un modello di comunicazione pubblicitaria ormai superato.

Il consumatore non vuole essere persuaso. Per questo abbandona i canali di promozione tradizionale, mostrando di preferire Internet.

Il “digitale” offre ogni giorno nuove opportunità e nuovi strumenti di comunicazione per le aziende, ma permette soprattutto agli utenti di c onfrontare informazioni e formare le proprie preferenze di acquisto.

Viviamo nell’ era del knowledge sharing (condivisione della conoscenza) e il consumatore non solo si è accorto del cambiamento, ma mostra anche di trovarsi perfettamente a suo agio con indosso i panni del protagonista.

Sono convinto che il vero problema oggi non stia nel cercare di convincere le aziende e le agenzie di comunicazione tradizionale ad un maggiore utilizzo dei mezzi digitali nel mix di comunicazione, ma nel superamento di un modello di comunicazione meramente persuasiva.

Le due citazioni sopra riportate sono tratte entrambe dal post che vorrei segnalarvi oggi.

Creare, aggregare, distribuire conoscenza, non persuadere (seconda parte)

E’ questo il post che mi ha consentito di cambiare idea, di adottare una nuova prospettiva (quella giusta, credo). Il suo autore, Maurizio Goetz, ha fondato uno dei blog italiani più frequentati ed apprezzati della rete: Marketing Usabile.

(La prima parte dell’ articolo è linkata all’ interno del post.)

Il costo delle paroleE’ possibile stabilire il costo di una singola parola?

Tutte le cose che hanno un valore hanno un costo. I professionisti della comunicazione dovrebbero sapere quanto costano le parole, ma non lo sanno. E’ paradossale, ma proprio oggi che la comunicazione sta assumendo toni e livelli parossistici (un diluvio comunicazionale di questi giorni sta toccando il vertice storico) non esiste nessuno studio che stabilisca in dettaglio il costo delle parole suddiviso per contesto.

Quanto costa una parola?” è il titolo dell’ articolo da cui ho tratto la citazione che avete appena letto. L’ articolo, scritto da Enrico Cogno del Centro Studi Comunicazione Cogno Associati, è davvero interessante. Vi consiglio di leggerlo.

Il Persuasive Copywriting e la Comunicazione Pubblicitaria hanno in qualche modo chiamato in causa questo discorso sul valore economico della parola, del messaggio e della sua trasmissione.

Fragile come la PubblicitàLa scorsa settimana ho espresso alcuni personali dubbi sul persuasive copywriting che alcuni ritengono sia possibile apprendere durante corsi intensivi che durano un giorno o poco più.

Questi corsi pretendono di offrire ai partecipanti tutti gli strumenti necessari per diventare abili nelle pratiche della scrittura persuasiva. E soprattutto, pretendono di farlo in tempi record.

Mi chiedo:

Le tecniche di persuasione non dovrebbero essere applicate anche nel momento in cui si promuove un corso di persuasive copywriting? Chi decide di iscriversi a questi corsi si lascia davvero convincere da frasi tipo
Fai decollare le vendite del tuo sito con il persuasive copywriting“?Motivational Pinguin

Non lo nego, ho una grande confusione in mente. Da un lato, il persuasive copywriting mi attrae moltissimo, come disciplina teorica e come pratica. Dall’ altro, ho la sensazione che Internet stia in qualche modo avvilendo la scrittura persuasiva attraverso una eccessiva semplificazione delle sue tecniche.

La persuasione nasce con la retorica. E la retorica nasce con la civiltà; ellenica, con i Sofisti, Platone, Socrate, Cicerone, Aristotele. Non credo sia possibile apprenderne i segreti in un giorno. No, non lo credo.

Il persuasive copywriting è una componente molto importante della comunicazione pubblicitaria. Obiettivo fondamentale di una comunicazione pubblicitaria è certamente quello di convincere, “persuadere” qualcuno a comprare un prodotto o ad acquistare un servizio.

Il titolo di questo post fa riferimento ad una affermazione di Annamaria Testa, esperta di comunicazione e creatività;, che di persuasione pubblicitaria si intende davvero.

In un’ intervista rilasciata a “Vita e Pensiero“, Annamaria Testa ha affermato:

“La pubblicità è fragile, perché, avendo un fortissimo e dichiarato intento deduttivo, teme le contestazioni e difficilmente retro-agisce pesantemente. Anche per questo motivo, prima di essere un fattore di coesione sociale, la pubblicità è un fattore di omologazione sociale: mediante certi consumi e stili di consumo, oggi più di ieri, si conferma l’ appartenenza a un gruppo. […] La pubblicità, del resto, è una delle espressioni e applicazioni attuali (tecnicamente molto evoluta e è plasmata sui mass media di oggi) di arti retoriche di oltre duemila anni. E una delle regole basilari della retorica è proprio quella di partire da convinzioni e orientamenti già radicati nell’ interlocutore per operare attraverso lievi slittamenti successivi una lieve e indolore sterzata verso il consenso, che è l’ obiettivo finale dell’ azione retorica. Si tratta di ciò che, in gergo, viene definita una operazione di “re-incorniciamento”. Ecco perché, lavorando essenzialmente su ciò che è già acquisito (almeno dalla parte di pubblico a cui ciascuna singola campagna si rivolge), la pubblicità rischia di diventare, al di là delle apparenze di superficie, un forte fattore di conservazione. Un rischio che, purtroppo, in Italia è maggiore che altrove. Da noi, infatti, si utilizzano molto meno che in altri Paesi, per esempio, tecniche retoriche improntate all’ ironia e all’ umorismo, cioè a registri di per sé più dirompenti, se non altro perché richiedono una cooperazione interpretativa all’ interlocutore. In Italiani tende a privilegiare una comicità più semplice, sostanzialmente delle gag…”

Liscia, Gassata o Ferrarelle - Un' idea di Annamaria TestaCome si può facilmente dedurre dal discorso sviluppato da Annamaria Testa, acquisire le tecniche di persuasione che consentono di veicolare messaggi pubblicitari vincenti non è una cosa semplice. La comunicazione pubblicitaria non ha l’ esclusiva della persuasione:

La pubblicità, di norma, non inventa nulla ma, nell’ amplificare, divulgare e rendere accessibile un sistema di comportamenti e di consumo delle merci, nel contempo amplifica e certifica anche modelli di comportamento e sistemi di valori funzionali al consumo delle merci che promuove.

No, non credo che tutto questo si possa apprendere in un giorno. Questi corsi di persuasive copywriting che mirano a pianificare strategie di comunicazione promozionale per la vendita di prodotti o servizi in Internet, troppo spesso e troppo palesemente, sembrano tralasciare una cosa importantissima:

La pubblicità è la forma di persuasione meno subliminale che esista. E’ come se avesse intorno a sé; un’ enorme cornice che avverte: “Attenzione! Sto cercando di venderti qualcosa.

Avevamo già fatto riferimento al concetto di “link popularity” inteso come “grado di notorietà di un sito web all’ interno della rete“.

La reputazione di un sito o di una pagina web viene poi suggellata da Google con l’ assegnazione di un “voto” che porta il nome di PageRank.

Ma da dove nasce l’ idea di dare un voto alla pagina web?

John Battelle - Google e gli altriSecondo John Battelle, autore di “Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business“, è l’ editoria accademica, con tutta la rete di citazioni da cui essa trae la sua linfa vitale, ad aver ispirato Brin e Page al momento della nascita di Google.

La pubblicazione di articoli scientifici è soggetta alla “peer review“, valutazione preventiva di un gruppo di esperti, capaci di stabilire la rilevanza accademica dell’ articolo e la validità delle tesi che in esso sono sostenute.

Per chi opera nel campo della ricerca scientifica, la pubblicazione di un articolo su una rivista accademica è un traguardo estremamente importante: l’ atto di pubblicazione marchia l’ articolo di attendibilità e lo immette nel mondo della ricerca accademica in qualità di fonte menzionabile e comprovata.

Battelle fa riferimento alla “bibliometrica“, introdotta da Eugene Garfield nel suo Citation Indexes for Science e sviluppata da Jon M. Kleimberg in Fonti autorevoli in un ambiente ipertestuale.

La bibliometrica consente di classificare i documenti accademici sulla base della loro struttura di citazioni. Viene così calcolato il “fattore d’ impatto” di una determinata pubblicazione:

Secondo la definizione standard, il fattore d’ impatto di una rivista j in un certo anno equivale al numero medio di citazioni ricevute da articoli pubblicati nelle due annate precedenti della rivista j. […] Il fattore d’ impatto è una misura classificatoria basata fondamentalmente su un puro conteggio degli in-degrees [i gradi di separazione] di nodi nella rete. Pinski e Narin hanno proposto un metodo più sofisticato di misurazione, derivante dall’ osservazione che non tutte le citazioni hanno eguale rilevanza. I due studiosi hanno mostrato che una rivista è influente se, periodicamente, è citata con ampiezza da altre riviste influenti.

Fu Page a credere di poter applicare il sistema di citazioni accademiche al web:

Egli ragionò sul fatto che l’ intero web poteva dirsi a grandi linee basato sul meccanismo della citazione e dell’ annotazione: dopotutto, che cos’ era un link se non una citazione, e che cos’ era il testo che descriveva quel link se non un’ annotazione? Se fosse riuscito a intuire un metodo per contare e qualificare ogni link in ingresso sul web, per dirla con Page, “il Web sarebbe diventato un luogo di maggior valore”.

Alla fine, Page è riuscito nel suo intento. Tuttavia, il sistema di ricerca di informazioni messo in atto da Google continua ad essere sottoposto a periodici aggiornamenti. Segno che quel “luogo di maggior valore” ipotizzato da Page si trova ancora in una fase embrionale. L’ individuazione dei link in entrata è ormai un problema risolto. Per quello che riguarda il PageRank e l’ assegnazione di un voto che premi davvero la “qualità” delle informazioni contenute in una pagina web, la strada da percorrere è ancora lunga.

Il prossimo traguardo?

Senza dubbio, la ricerca semantica.

Nasce una nuova piattaforma per i grafici e le web agency della rete.


Il suo nome è Rodografica, il suo obiettivo principale è diventare un grande spazio espositivo interamente dedicato alla grafica per il web, la sua ambizione è generare una community di designer che, pur continuando a lavorare in assoluta autonomia, possano godere di un ulteriore visibilità nella rete, il suo merito più grande è quello di offrire un servizio innovativo, trasparente e completamente gratuito.

Comunicato Stampa

www.rodografica.eu Web Grafica Expo

Rodografica.eu - Web Grafica Expo

Rodografica è lieta di presentare a tutti i grafici e a tutte le web agency della rete il suo grande expo grafico.

Tutti i grafici e i designer della rete sono invitati a partecipare: su Rodografica.eu avranno la possibilità di presentare i propri progetti grafici ai loro potenziali clienti.

Intendiamo offrire ai grafici e alle web agency un servizio completamente gratuito.

All’ interno di questo grande Expo, essi godranno di uno spazio espositivo virtuale, una sorta di vetrina per farsi conoscere e per promuovere attraverso Internet la propria attività.

Proprio come accade all’ interno di una grande fiera, utenti e grafici potranno incontrarsi, interagire fra loro e dar forma a soluzioni grafiche per il web innovative e di grande impatto.

Rodografica.eu offre un servizio che è due volte gratuito: gratuito per i grafici, che pubblicheranno i propri lavori senza dover corrispondere nemmeno un euro a chi mette a disposizione lo spazio espositivo; gratuito per gli utenti, che potranno contattare direttamente i grafici visualizzando i loro siti e valutando le loro offerte.

Le richieste saranno inoltrate direttamente ai grafici attraverso la compilazione di un form. I membri della comunità grafica presenteranno al cliente le loro proposte in maniera del tutto autonoma e senza preoccuparsi di adeguarle alle offerte avanzate dagli altri.

Il contatto tra il cliente e il grafico, dunque, avverrà in modo diretto, senza la presenza di intermediatori.

Sei un grafico e desideri entrare in contatto con i tuoi potenziali clienti?

Da oggi, potrai farlo su Rodografica.eu! Un progetto innovativo e completamente gratuito dedicato a tutti i grafici della rete.

Vieni a trovarci e scoprirai tutti i vantaggi derivanti dalla partecipazione al progetto.

In breve, quello che offriamo ai grafici e alle web agency:

- La possibilità di pubblicare un numero illimitato di lavori
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- php 5.0 o superiore
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- Tutorial e tool dedicati alla grafica

Prendere parte al progetto è molto semplice: basta registrarsi!

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