Link Popularity

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Quella della Link Popularity è senza dubbio una delle questioni più importanti della Search Engine Optimization.

Un link tira l' altroLa Link Popularity può essere definita come il grado di notorietà di un sito web all’ interno della rete. Tale indice viene stabilito tenendo conto del numero e della qualità dei link ricevuti o concessi dal sito.

Un link di qualità è un link contestuale ovvero un collegamento tra due pagine web che consente all’ utente di approfondire un determinato argomento.

Nel processo di indicizzazione di un sito web, i link (sia interni che esterni) determinano il percorso degli spider ovvero dei software che i motori di ricerca utilizzano per acquisire pagine web e catalogarle nei propri database.

I documenti (le pagine web) non possono essere catalogati se prima non si stabilisce un criterio di classificazione delle informazioni.

Questa breve premessa mi serve solo ad introdurre una segnalazione che reputo estremamente importante per chiunque voglia comprendere più a fondo cosa si intende per Link Popularity.

Il post che vi raccomando di leggere per intero e con attenzione è stato scritto da Jacopo Gonzales, uno degli autori di Marketing Routes.

Sin dal titolo, il post mostra la sua intenzione di fare chiarezza su un argomento spesso abusato, spesso frainteso, spesso fatto oggetto di lucro non propriamente legittimo.

Il post:

Link Popularity e buon senso

Un assaggio:

Linkare siti a tema, aiuta chi lo riceve tanto quanto chi lo mette. Se non ci fossero link in uscita (oltre al fatto che non esisterebbero quelli in entrata), sarebbe impossibile offrire a Google la possibilità di tematizzare correttamente il nostro sito, ed inserirlo nella ‘zona corretta’. Parlo di zone per rendere visivamente chiaro nella vostra testa il concetto di come un motore organizza l’informazione raccolta.

Con queste parole Fausto Bertinotti accoglie sul sito della Camera dei Deputati tutti i cittadini italiani - utenti della Rete.

“Care visitatrici e cari visitatori,
a nome della Camera dei deputati, porgo il più cordiale benvenuto nel nostro sito Internet: una grande porta tecnologica sempre aperta verso tutte le informazioni sulla vita dell’Istituzione e verso le sue fonti di documentazione e ricerca.

Siamo fieri dell’altissimo numero di contatti registrati ogni giorno sul sito, ma siamo impegnati a migliorare. La Camera dei deputati vuole essere sempre più aperta ed efficiente rispetto alle esigenze informative dei cittadini.

Sono infatti convinto che le tecnologie dell’informazione siano oggi essenziali per lo sviluppo della partecipazione democratica e auspico fortemente che esse diventino sempre più un fattore di progresso civile, culturale e sociale.”

Il Grande Staino

Parole che entrano in conflitto con quanto riportato sul Disegno di Legge Levi-Prodi approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 Ottobre.

Il Disegno di Legge Levi-Prodi:

“Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale.”
(disegno di legge 3 agosto 2007)

Art. 2
(Definizione del Prodotto Editoriale):

1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.

3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi.

Art. 5
(Esercizio dell’attività editoriale)

1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

 

Art. 6
(Registro degli operatori di comunicazione)

1. Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.

Giusto per darvi un piccolo assaggio di quella che, con buona probabilità, sarà la legge che regolamenterà la circolazione delle informazioni anche sul web.

Il Grande AltanIl web si è giustamente infervorato.

Tra gli oppositori più illustri:

Beppe Grillo, che annuncia un nuovo V-day dedicato all’ informazione.

Antonio Di Petro, che ci tiene a precisare:

“Il disegno di legge non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.”

E a promettere:

“Per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai , anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al Governo .”

Alfonso Pecoraio Scanio, che assicura:

“Essendo solo un disegno di legge, dovrà passare in Parlamento per l’approvazione, i Verdi quindi presenteranno emendamenti a questa norma per evitare che ci siano restrizioni per chi apre un blog e per consentire a tutti gli utenti di poter parlare liberamente nella rete, preservando la libertà di espressione e la democrazia web.”

Staremo a vedere. Per il momento, vorrei invitarvi a rileggere un vecchio post di Beppe Grillo sull’ informazione televisiva. Il post è datato 20 Agosto 2005. Tuttavia, sembra godere ancora di grande attualità:

Petruccioli: Il bell’addormentato

Roland Barthes, Variazioni sulla scrittura, Einaudi, Torino, 1999:

Variazioni sulla Scrittura - Il Piacere del Testo (Roland Barthes)

“Quali sono i piani che ogni lettura scopre? Come è costruita la cosmogonia che questo semplice sguardo postula? Singolare cosmonauta, eccomi attraversare mondi e mondi, senza fermarmi a nessuno d’essi: il candore della carta, la forma dei segni, la figura delle parole, le regole della lingua, le esigenze del messaggio, la profusione dei sensi che si connettono. E uno stesso infinito viaggio nell’altra direzione, dalla parte di chi scrive: dalla parola scritta potrei risalire alla mano, alla nervatura, al sangue, alla pulsione, alla cultura del corpo, al suo godimento. Da una parte e dall’altra, la scrittura-lettura si dilata all’infinito, impegna l’uomo nella sua interezza, corpo e storia; è un atto panico, del quale la sola definizione certa è che non potrà fermarsi da nessuna parte.”

Variazioni sulla scrittura , scritto da Rolande Barthes tra il 1971 e il 1973, negli stessi anni in cui veniva scritto il più celebre Il Piacere del Testo , è uno dei testi più significativi che siano mai stati scritti sulla scrittura.

Variazioni sulla scrittura
e Il Piacere del Testo , suggerisce Carlo Ossola che ha curato l’ introduzione dell’ edizione italiana, seguono

” il lento deporsi, nella storia dell’umanità, della traccia della scrittura, segno monumentale, materia incisa o dipinta, sino al comporsi del testo, dei testi, al sorgere della lettura, del lettore, del diletto di leggere.”

I due testi di Barthes rappresentano in realtà “un unico saggio, una sola movenza” ed è proprio questa la ragione che ha spinto l’ Einaudi a volerli pubblicare in un unico volume.

È qui che Barthes paragona la scrittura all’ incisione, al gesto che consente di fissare per sempre un’ idea, un immagine, un segno sulla carta.

Ed è sempre all’ interno di queste pagine che Barthes ci parla di godibilità della lettura.

Barthes contrappone il godimento al piacere: il primo ci viene descritto come una “scossa”, il secondo come “euforia”.

Significativa la spiegazione del Prof. Giovanni Bottiroli:

“Il piacere del testo è l’euforia, la soddisfazione, l’ agio, mentre il godimento è la scossa: nel godimento, il soggetto perde la consistenza del suo Io. Se il piacere può nascondere e inaridire le fonti del godimento, ciò accade in quanto esso è dicibile, in quanto occupa dei luoghi: invece il godimento è in-dicibile e atopos.”

Dalle pagine di un sito web tutto questo suona un po’ strano…

Secondo voi, può esserci “godimento” nella lettura della “variazione web” della scrittura?

Il Title Tag è il Tag HTML utilizzato come titolo di una pagina web.Chi si occupa di Search Engine Copywriting definisce il Title Tag come l’ elemento più importante della pagina web. Di certo, è il primo elemento della pagina ovvero quello che compare nella parte più alta della finestra di visualizzazione del vostro browser.

I motori di ricerca utilizzano proprio il testo del title tag per linkare le pagine web contenute in una serp di ricerca.

Google, ad esempio, attribuisce al title tag un’ importanza cruciale: al suo interno, infatti, dovrebbero comparire le keywords attorno alle quali ruota tutto il testo della pagina web presa in esame.

Dal punto di vista dell’ utente, il title tag è il primo elemento della pagina ad essere visualizzato.

Il title tag della vostra pagina web deve avere il potere di ammaliare l’ utente, conquistarlo e infine, convincerlo a visitare il vostro sito.

Seo Guida - La Guida Seo di Seo RaffaelloPer scrivere Title Tag efficaci e ottimizzati ai fini del posizionamento sui motori di ricerca, consultate la guida al Title Tag della Seo Guida.

Cher Client - Il Libro Bianco della EBGEBG – Electronic Business Group presenta:

“Cher Client” : Ecouter - Comprendre - Servir

Un libro bianco che potrete scaricare gratuitamente in formato pdf .

La ricerca ha preso in esame ben 35 società internazionali, per cercare di valutare quanto siano mutate col passare degli anni le loro strategie di Customer Relationship.

Alcuni nomi:

Sony, Barclays, Aéroports de Paris, Téléshopping, Sephora, Coca-Cola, Conforama, EMI, Fnac, Heineken, IKEA, MAAF, Cetelem, McDonald’s, Accor, Nissan, Opodo, Carglass, Pixmania, PMU e Société Générale.

Si parte da una constatazione:

Le aziende non possono più aspirare ad avere il “controllo” del cliente. I clienti, soprattutto grazie al web, hanno la possibilità di comunicare tra loro e con l’ azienda. Comunicazione, ascolto e comprensione sono ormai componenti essenziali per il successo di un’ azienda, soprattutto perché il cliente non sembra essere disposto a rinunciarvi.

Si arriva alla definizione di due obiettivi fondamentali:

• Stabilire un contatto con il cliente sia nella sfera virtuale sia nella sfera reale

• Fare in modo che queste due dimensioni, mediata dalla tecnologia la prima e dal contatto umano la seconda, siano tra loro in perfetto equilibrio.

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