Il turista sceneggiatore

Giugno 19, 2007 |

In un post precedente avevo introdotto il tema della comunicazione turistica. Oggi tenterò di analizzare un fenomeno, tutto internettiano, che vede crescere in modo considerevole piattaforme web di promozione turistica.

Come base di partenza, segnalo un articolo pubblicato sul blog di Seo Raffaello che parla di “web e promozione turistica“: partendo da un’ indagine statistica, si cerca di mettere in evidenza l’ influenza esercitata sul turista da alcuni servizi offerti dal web.

Tra i servizi web più utilizzati ed apprezzati ritroviamo i blog e i photoblog di viaggio. Su queste piattaforme comunicative, gli utenti si relazionano, entrano in contatto diretto, si scambiano consigli, raccontano le loro personali esperienze di viaggio.

Il fenomeno mi incuriosisce moltissimo, perché credo nasconda una grande complessità. Mettendo da parte i casi (se pure molto diffusi) di blog e photoblog creati ad hoc dalle agenzie di viaggio o, più ingenerale, da chi si occupa di promozione turistica sul web, mi piacerebbe comprendere come si arriva alla nascita spontanea di tali fenomeni web.

Perché si avverte il bisogno di condividere le proprie esperienze di viaggio con gli utenti della grande rete? Come mai la condivisione con un mare di utenti sconosciuti porta con sé una così grande soddisfazione?

Certo, Internet nasce come metafora del viaggio: l’ utente “naviga”, “atterra”, “visita”.

Ho trovato una risposta interessante e acute alle mie domande, leggendo uno dei vecchi Diari di Repubblica, il Diario del 29 Agosto 2006 (Pdf).

In particolare, vi segnalo l’ articolo dell’ antropologo Marc Augé,
L’ Occidente in movimento“: Augé ritrae in modo scrupoloso e pungente l’ immagine del turista occidentale in “viaggio di formazione”, una formazione che, tuttavia, non nasce dal contatto diretto con culture altre o con luoghi esotici.

Il turista descritto da Augé trasforma la sua esperienza di viaggio, la sua vacanza in un racconto di finzione da trasferire ad amici e conoscenti una volta tornato a casa.

Il turista stesso risulta sottoposto ad un processo di caratterizzazione: ben lontano dall’ essere se stesso, egli è il personaggio principale, il protagonista del suo racconto, l’eroe.


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