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Web Writing ipocalorico
Settembre 11, 2007 |
Luisa Carrada, autrice del rinomato sito Il Mestiere di Scrivere, offre dal suo blog spunti di riflessione sempre interessanti, articoli appassionati, sinceri, comete che illuminano il web.
L’ ultimo in ordine di apparizione si intitola “Il web e la letteratura dei nostri tempi” ed è un commento a due articoli del magazine A List Apart, specializzato in “design, development, and meaning of web content, with a special focus on web standards and best practices“.
Gli articoli di A List Apart:
• Reviving Anorexic Web Writing
• Better Writing Through Design
Amber Simmons , in “Reviving Anorexic Web Writing“, ci regala un’ istantanea molto nitida sullo stato di salute attuale del web writing e, alla stregua di un terapeuta, offre preziosi suggerimenti da adoperare al fine di restituire buona salute all’ ammalato.
Prima di addentrarsi nella sua analisi, la Simmons offre una definizione, che non si può fare a meno di riportare, a proposito del ruolo della scrittura all’ interno di un sito web:
“Il contenuto è il cuore di un sito web. Non è possibile costruire il corpo (la struttura) se prima non se ne possiede il cuore”.
Eppure, il ruolo centrale, cruciale del contenuto sembra non ricevere le dovute attenzioni: ci troviamo sempre più spesso a navigare su siti dal contenuto scarno che si rivolgono a noi con un linguaggio immediato (a volte anche troppo!), improntato sull’ uso esclusivo di parole rubate al quotidiano, all’ uso comune.
La sensazione è che ci sia davvero poca fiducia nell’ utente, nel lettore che naviga per il web alla ricerca di informazioni. Evidentemente, si è diffusa la convinzione che non esistano lettori del web disposti o interessati a leggere un testo complesso o che si articoli per una lunghezza superiore a quella consentita dalla grandezza dello schermo.
L’ altro problema riguarda la commistione tra il testo e la grafica della pagina web: writing e design rimangono due pratiche separate che, invece di collaborare, continuano a collidere generando contrasti a volte insopportabili.
Dall’ alt text (testo delle immagini), al body content (testo che rappresenta letteralmente il corpo della pagina: inserito solitamente dopo la chiusura del tag </HEAD>), sino al footer (testo che si trova a fondo pagina), il ruolo dei contenuti, dunque del web writer, risulta fondamentale per il successo di un sito web.
Bella anche la distinzione tra i termini “copy” e “content”:
“Copy”: il testo nell’ era del marketing. Un testo che vuole essere persuasivo a tutti i costi, ma che si riduce troppo spesso all’ uso di termini ormai agonizzanti e di insopportabili litanie di frasi ormai svuotate da ogni significato o valore originari;
“Content”: testo che risulta ancora impregnato di una carica emozionale capace di generare emozioni. In virtù di quel desiderio di onestà che spinge l’ autore a desiderare davvero un confronto con i lettori. Un testo che veicola la nascita sincera e spontanea di relazioni interpersonali che si intrecciano in quella grande rete che è il World Wide Web.
Grazie ad Amber Simmons per il suo articolo. E grazie a Luisa Carrada per averlo scovato e segnalato.
Comments
2 Comments so far
Mi è piaciuto questo post ed esprime un messaggio in cui credo.
Per la mia esperienza non si dà abbastanza attenzione al testo e al contenuto perchè… viene percepita come una cosa “accessoria” se non improduttiva.
E la qualità del web si abbassa…
[…] web writing ipocalorico: Felicia Curci nel suo blog cita Luisa Carrada che a sua volta commenta due articoli di A List Apart (è la Rete, bellezza!) sullo stato di salute del web writing. […]